Il nido è ricominciato e Pesciolino, per il momento, non mostra affatto l'entusiasmo che aveva lo scorso anno scolastico.
Il primo giorno l' ho visto subito poco convinto, curioso ma sulle sue e alla fine son dovuta uscire di corsa mentre la maestra lo distraeva.
Sono tornata a riprendermelo alle 12.00 con il cuore in gola (che meraviglia però sapere che me lo riporto a casa in pausa pranzo e che poi tornerò al lavoro sapendolo nel suo lettino e in compagnia del suo amato "gnonno", il mio amatissimo papà).
La maestra mi ha detto che spesso, durante la mattinata, si è immagonato di brutto e mi cercava, che aveva bisogno di una dose di coccole e attenzioni speciali per tornare a giocare, che non era proprio nelle sue corde.
Me lo sentivo.
Quasi due mesi a casa con mamma e papà 24 ore su 24, più consapevolezza e un legame speciale che si è rafforzato giorno dopo giorno che mi riempie di gioia e gratitudine, il suo amore è semplice e diretto, forte e incondizionato come nessun altro sentimento ed io me lo prendo tutto, sperando in cuor mio di meritarmelo sempre.
Il secondo giorno l' ho lasciato dopo che mi ha rincorso piangendo con le braccia protese chiamandomi a gran voce solo perchè mi ero allontanata un attimo a riporre il suo cappellino nell' appendi abiti e ancora una volta la maestra l' ha preso in braccio, me l ha fatto salutare di corsa e l'ha distratto perchè me ne andassi senza che se ne accorgesse.
Sono andata al lavoro con un buco al posto del cuore.
In macchina ho pianto.
Ho fatto di tutto per potergli far fare il part time ancora una volta, alle 12.00 sono volata al nido a riprendermelo.
Arrivo e vedo i bimbi nel parco insieme alle maestre.
Cerco pesciolino fra gli altri e non lo vedo.
Lo cerco sullo scivolo, che ama tanto, e non c'è.
Lo cerco nella casetta di legno, la sua passione... nemmeno lì.
Mi avvicino sempre di più e cerco di mettere a fuoco.
Non cè'.
Una voce mi chiama, è la maestra.
Lo vedo.
Lontano dagli altri bimbi, su un passeggino, la testa china.
Sente la mia voce, alza la testa...è sudato, stanco...sembra quasi abbia la febbre.
Mi sento triste.
Lui mi vede, scende al volo dal passeggino e mi si butta al collo.
"Mamma..."
dice piano indicandomi e guardando la maestra, quasi come a dire "eccola, è lei, la mia mamma..tutto quello che stavo aspettando..è venuta a prendermi finalmente, io vado via."
Si amore sono qui,e adesso ti porto a casa - gli sussuro piano.
La maestra mi spiega che sono riuscite a calmarlo un po solo tenendolo sul passeggino, che era agitato, che piangeva tanto....che comunque ha giocato, che probabilmente ha anche sonno...conclude poi dicendomi che probabilmente gli ci vuole un pochino di più a riambientarsi e a riprendere il ritmo dell' asilo.
Lo prendo in spalla e lo stringo forte.
Le mastre lo salutano ma lui non ricambia, lui affonda il musino tra i miei capelli e resta lì.
Io saluto e me ne vado a passo svelto.
Intanto non smetto MAI di parlargli.
"adesso andiamo a casa"
"papà ci aspetta"
"facciamo la pappa e andiamo a nanna, poi arriva il nonno"
....
papà...gnonno - ripete lui piano piano.
Si amore, ora andiamo a casa insieme, lo vedi che la mamma viene SEMPRE a riprenderti?
Non devi piangere amore, mai.
Siamo fuori dal cancello.
Mi fermo un attimo
Lui tira su la testolina, sorride appena e dice ciao agitando la manina.
Ora che è fuori dal cancello, e che le maestre e gli altri bimbi sono lontani, saluta sereno e sembra davvero dire "ciao bimbi, ciao ciao maestre, io vado via con la mia mamma, vado a casa e sono tanto felice".
Lo metto in macchina e metto in moto.
Lui prende subito in mano il suo librino e finge di leggere la storia del topino che si infila nella tana del coniglietto, quella che gli ho letto tante volte anche io e che lo faceva ridere tanto.
Lo sento che borbotta un po, lo guardo nello specchietto e vedo che ha l' espressione concentrata e che volta le pagine lentamente come se stesse leggendo davvero.
Sorrido e mi asciugo una lacrima.
C' è traffico, non vedo l' ora di arrivare a casa, la pausa pranzo è breve ed io voglio stare un po con lui e assicurarmi che sia sereno.
Lavori in corso.
Deviazioni.
Semafori rossi.
......
Amore adesso arriviamo, papà ci aspetta... dai che ci facciamo un po delle nostre coccole sul letto poi fai la nanna e quando ti svegli c'è il nonno... -
parlo ininterrottamente per fargli sentire la mia presenza, ho voglia di lui- "poi la mamma torna presto e stasera ci facciamo un bagnetto insieme".
In macchina silenzio.
Mi volto, pescetto dorme...il libro ancora in mano, la testolina piegata di lato, un sorriso lieve sulle labbra.